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Il carcere (e non per coerenza coi miei studi)

8 marzo 2010

Io mi sono laureato in Sociologia del diritto. Materia molto “anomala”, quando tutti frequentavano i classici istituti delle classiche (e anche un po’ tristi) materie. Però a me piaceva la Sociologia del diritto, mi piaceva il mio Maestro (il prof. Giorgio Rebuffa) e ci ho messo un anno per arrivare alla sessione, con testi in almeno tre lingue. Fierissimo e contentissimo. Sociologia mista a criminologia. Da pensare quello che riporta Massimo di Luca Sofri , senza pregiudizi. Vale per tutti, eccome.

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Il carcere (e non per coerenza coi miei studi)

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Video del ragazzo disabile: condanna per tre dirigenti Google

24 febbraio 2010

Lo riferisce da pochissimo il Corriere . Inutile trarre conclusioni affrettate, si dovranno leggere le motivazioni che, secondo me, non saranno pubblicate prima di sessanta se non novanta giorni. Staremo a vedere anche se, personalmente, sono molto preoccupato…

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Computer forensics e investigazioni digitali

22 febbraio 2010

Vi segnaliamo il sito: Computer forensics e investigazioni digitali Il Blog ufficiale dei docenti e degli studenti del corso di perfezionamento in “Computer forensics e investigazioni” digitali dell’Università degli Studi di Milano. Qui potrete trovare tutti i materiali utilizzati dai relatori durante gli eventi gratuiti ed aperti al pubblico. – Formazione giuridica / Apertura

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AGCOM e diritto d’autore

17 febbraio 2010

L’Autorithy di cui al titolo ha messo online un’interessante “indagine conoscitiva” su diritto d’autore e Rete. Da leggere, QUI .

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Dacci oggi la nostra giustizia quotidiana: spunti per una riflessione

3 febbraio 2010

Di solito non parlo di casi che tratto personalmente in qualità di avvocato. Questa volta, però, faccio un’eccezione perché, come anticipato nel titolo, il caso concreto può condurre a riflessioni di carattere generale. Bene. Mi viene notificato un decreto di citazione diretta per questioni, ovviamente penali, di diritto d’autore. Riporto i capi di imputazione relativi al mio assistito. Imputato Tizio a) per il reato di cui agli artt. 171, 171 bis della L. 633/41 mod. dalla L. 248/2000, perché deteneva: n. 95 films e 17.693 brani musicali in formato elettronico, illecitamente duplicati e contenenti programmi per elaboratore riproducesti fonogrammi di opere musicali e sequenze di immagini in movimento tutelate dal diritto d’autore b) per il reato di cui all’art. 171 ter della L. 633/41 mod. dalla L. 248/00, perché poneva in commercio o comunque deteneva: n. 95 films e 17.693 brani musicali in formato elettronico; supporti contenenti fonogrammi di opere musicali e sequenze di immagini in movimento per i quali è prescritta l’apposizione di contrassegno della S.I.A.E. Tutto vero, non è uno scherzo. Questa è la trascrizione fedele e integrale. Penso che chi capisce un minimo di diritto d’autore si sia già messo le mani nei capelli. Passino i film e i brani contenti programmi per elaboratore riproducenti fonogrammi, ecc. (questa è proprio pesante, eh…). Passi il fatto che sono contestate condotte non sempre presenti nella legge. Passino i tre articoli di legge letteralmente buttati lì, senza correlazione coi fatti contestati (sia per condotte che per opere tutelate) e, soprattutto, che contengono una messe di ipotesi delittuose e dal trattamento ben distinto. Passi che, per quei fatti contestati nel marzo 2006, il contrassegno SIAE, come sappiamo, era certamente inopponibile. Passi un corno! Tre imputati, tre avvocati. Una collega che non si è presentata, un altro collega decisamente disorientato sulla disciplina applicabile. Insomma, che è Minotti che deve cercare di fare qualcosa e, in prima battuta, pensa ad una questione di nullità del decreto di citazione per indeterminatezza del capo di imputazione (art. 552, comma 1, lett. c) c.p.p., per i tecnici). La pongo, il pm, ovviamente, risponde che le condotte sono precisamente individuate e che le norme di legge sono indicate, commi e lettere non servono. Sic ! I giudice guarda il decreto, fintamente mostrando padronanza della materia, neppure si degna di aprire un codice per controllare la legge (che non è quotidiana, lo capisco) e, speditamente, conclude avallando la tesi del pm. Ora, quel giudice è una brava persona, cordiale ed educato. Non ti viene da maledirlo, però… non è stato un buon giudice. Penso che chi mastica la materia sia d’accordo con me. La riflessione ad un livello più elevato e ancora più importante. Ne parlavo l’altro giorno con una cara collega. Abbiamo, insieme, concluso che di fronte a certe storture della giustizia noi dobbiamo rimanere saldi sui nostri principi. L’avvocato non è un azzeccagarbugli, ma è il vero trait-d’union tra giustizia e cittadino. Ben più del magistrato. E qui non si deve cedere alzando le spalle. Lei, però, a differenza di me si arrabbia anche e cerca di fare qualcosa (ha un ruolo istituzionale, a differenza di me). Beh, ha ragione lei. Colleghi, svegliamoci! Non è questione del singolo caso, non è per prendersela con quel magistrato (che, come detto, è una brava persona) e neppure con tutta la magistratura (qui non ci sono da fare battaglie di classe), ma di cercare di cambiare questa giustizia che non è al collasso soltanto per quello che, ogni anno (e pur giustamente), ci viene ripetuto all’apertura dell’anno giudiziario. E i cittadini devono sapere. Ecco perché mi sono permesso di raccontare qui questa vicenda. Non drammatica (non parliamo di un omicidio), ma, comunque, significativa.

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Saviano: "non c’è più garanzia del diritto"

25 gennaio 2010

Il Senato ha approvato le nuove norme sull’introduzione del processo breve. L’appello lanciato da Roberto Saviano per il ritiro di queste norme era stato sottoscritto da oltre cinquecentomila cittadini. Repubblica ha intervistato Saviano che ha desiderato lasciare un messaggio ai lettori – News / Apertura

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Saviano: "non c’è più garanzia del diritto"

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Procedura civile, notificazione, art 140, decorrenza termine, compiuta giacenza, avvenuta notifica

22 gennaio 2010

“5.3. ( Nell’attuale sistema normativo si è dunque verificata una discrasia, ai fini dell’individuazione della data di perfezionamento della notifica per il destinatario, tra la disciplina legislativa della notificazione a mezzo posta, dettata dal novellato art. 8 della legge n. 890 del 1982 – dove le esigenze di certezza nella individuazione della data di perfezionamento del procedimento notificatorio, di celerità nel completamento del relativo iter e di effettività delle garanzie di difesa e (…) – Diritto civile / Apertura

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Notifiche degli atti tributari sostanziali per posta

11 gennaio 2010

Cartella di pagamento: non può mai essere notificata mediante invio diretto da parte dell’agente della riscossione di lettera raccomandata con avviso di ricevimento (divieto della c.d. notifica diretta). ***.***.*** In quest’ultimo periodo, si sta sviluppando un’interessante diatriba ermeneutica sull’esatta interpretazione dell’art. 26 DPR n. 602 del 29/09/1973, e successive modifiche ed integrazioni, soprattutto dopo le recenti pronunce giurisprudenziali, peraltro non isolate. In particolare, un (…) – Diritto commerciale e tributario / Apertura

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Notifiche degli atti tributari sostanziali per posta

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Comunicato a tutti gli iscritti agli Albi Forensi

4 gennaio 2010

La Cassa Forense ha redatto questo comunicato: “Con nota del Ministero del Lavoro in data 18/12/2009 (pervenuta ufficialmente all’Ente il 28/12/2009) e successivo comunicato, la cui pubblicazione in G.U. è programmata per il giorno 31/12/2009, si è definitivamente concluso l’iter di approvazione della Riforma Previdenziale Forense, articolata nel nuovo Regolamento delle prestazioni previdenziali e nel nuovo Regolamento dei contributi. Nell’esprimere soddisfazione per l’approvazione definitiva (…) – News / Apertura

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Comunicato a tutti gli iscritti agli Albi Forensi

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No, sì, anzi no (post per geni del diritto)

29 dicembre 2009

Una decisione , non recentissima, della Cassazione che mi sembra sia passata un po’ in sordina. Il caso concreto (anche se i processi per fatti commessi prima del 2000 penso siano già quasi tutti esauriti). Classico ambulante extracomunitario sorpreso in un deposito di cd tarocchi, nel 1999. Sino a quegli anni, venivano contestate le disposizioni specifiche del diritto d’autore (171 bis e 171 ter l.d.a., soprattutto), ma anche la ricettazione. Poi è arrivata la legge 248/2000 che con il suo art. 16 ha fatto in modo che la ricettazione di quei supporti divenisse mero illecito amministrativo . Alla fine, qualcuno si è accorto che era troppo comodo e, qualche anno più tardi (d.lgs. 68/2003), ha preso  l’art. 16 e l’ha fatto diventare art. 174-ter l.d.a. Con un testo quasi identico, ma non abbastanza, tanto che la Cassazione ha detto che, se l’uso non era privato, si poteva contestare nuovamente anche la ricettazione. Dunque, uno potrebbe pensare: visto che il fatto era stato commesso quando ancora si contestava la ricettazione e considerato che, malgrado una legge “mediana” più favorevole, la ricettazione è nuovamente possibile, allora non si potrebbe pronunciare assoluzione. In sostanza, perché si è tornati al punto di partenza. E invece no. Comunque, in virtù di quella depenalizzazione del 2000, l’imputato va assolto. Lo dice, come anticipato, la Cassazione fissando in principio valevole ben al di là del diritto d’autore. “ In materia di successione di leggi penali, l’art. 2 comma terzo c.p. prende in considerazione tutti i mutamenti legislativi intervenuti, stabilendo che deve applicarsi la legge le cui disposizioni sono più favorevoli al reo; pertanto, una volta che sia entrata in vigore una legge più favorevole, questa deve essere applicata sempre, anche se, successivamente, il legislatore ritenga di modificarla in senso meno favorevole, ripristinando le pene più severe previste da altra legge anteriore che la legge mitior aveva a sua volta modificato “.

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