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Archivio per la categoria ‘associazioni’

Saldi invernali, solo il 19% delle famiglie potrà parteciparvi

5 gennaio 2012

Confcommercio manifesta un certo ottimismo per quanto riguarda l’andamento dei saldi, mentre di tutt’altro parere sono alcune associazioni di consumatori, così come riportato in un comunicato stampa pubblicato sul sito web di Federconsumatori: …

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Saldi invernali, solo il 19% delle famiglie potrà parteciparvi

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Notizie (spero) utili di fine anno 1/2: privacy e persone giuridiche

30 dicembre 2011

La notizia è confermata con la conversione in legge del decreto “Salva Italia” : la privacy delle persone giuridiche non esiste più. Sì, va bene, l’affermazione è un po’ enfatica e terminologicamente non ineccepibile (la tutela dei dati personali non è soltanto privacy), però, nella sostanza, è corretta. Vediamo meglio perché, anche se ne avevo già parlato tempo addietro . Sino al 5 dicembre 2011, la definizione di dato personale (art. 4, comma 1, lett. b) d.lgs. 196/2003) era questa: b) “dato personale”, qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente od associazione, identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale; Con l’entrata in vigore del decreto salvatore, è diventata così: b) “dato personale”, qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale; Ciò in quanto, tra le altre cose secondo me meno determinanti, il nostro decretone ha così stabilito, all’art. 40, comma 2, lett. a): 2. Per la riduzione degli oneri in materia di privacy, sono apportate le seguenti modifiche al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196: a) all’articolo 4, comma 1, alla lettera b), le parole “persona giuridica, ente od associazione” sono soppresse e le parole “identificati o identificabili” sono sostituite dalle parole “identificata o identificabile”. Dunque: i dati che identificavano le persone giuridiche (nonché gli enti e le associazioni) non sono più giuridicamente “personali”. Pertanto: possono essere liberamente trattati senza che eventuali abusi possano dirsi illeciti a fini “privacy”. Con tre precisazioni. La prima è che l’abuso di questi dati può, eventualmente, costituire comunque un illecito (penale, civile o amministrativo), ma soltanto se considerato al di fuori della disciplina dei dati personali. Con la seconda si intende ricordare che le persone giuridiche (e gli enti e le associazioni) rimangono pur sempre “abbonati” ai sensi dell’art. 4, comma 2, lett. h), d.lgs. 196/2003. Il che significa, per esempio, che è ancora vietato il telemarketing selvaggio verso questi soggetti. La terza serve ad avvertire che, ovviamente, persone giuridiche, enti e associazioni non sono esentate, per questa riforma, dal rispettare la disciplina sui dati personali, con gli adempimenti che ne possono derivare.

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Codacons: occorre un patto di lealtà tra governo sindacati e associazioni di consumatori

26 dicembre 2011

Il Codacons invita il Governo ad un patto di lealtà con sindacati e associazioni dei consumatori facendo riferimento ai dati Istat secondo cui le retribuzioni contrattuali orarie sono ferme al +1,5% annuo. L`incremento tendenziale per i dipendenti …

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ZeusNews > Monti taglia anche la privacy

6 dicembre 2011

( da ZeusNews del 6 dicembre 2011 ) 2. Per la riduzione degli oneri in materia di privacy, sono apportate le seguenti modifiche al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196: a) all’articolo 4, comma 1, alla lettera b), le parole “persona giuridica, ente od associazione” sono soppresse e le parole “identificati o identificabili” sono sostituite dalle parole “identificata o identificabile”. b) All’articolo 4, comma 1, alla lettera i), le parole “la persona giuridica, l’ente o l’associazione” sono soppresse. c) Il comma 3-bis dell’articolo 5 è abrogato. d) Al comma 4, dell’articolo 9, l’ultimo periodo è soppresso. e) La lettera h) del comma i dell’articolo 43 è soppressa. Quello citato è il testo dell’art. 40, comma 2, del “decreto salva Italia” riguardante, nel particolare, la  “riduzione degli adempimenti amministrativi per le imprese” . Non si tratta di un intervento da poco: in poche parole, non esiste più il concetto di  dato personale riferito a persone giuridiche, enti e associazioni. Dunque, quei dati che, sino ad oggi, erano tutelati, ora possono essere tranquillamente trattati senza che ne consegua alcunché. Rimane l’unica consolazione che, come già qualcuno ha osservato, le persone giuridiche, gli enti e le associazioni sono pur sempre “abbonati” come specificato dal  Codice della privacy . Pertanto, manterrebbero sempre la possibilità di opporsi al telemarketing .

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Sequestro Moncler: i veri problemi

7 novembre 2011

Da qualche tempo, collaboro con Giornalettismo. Oggi, è stato messo online questo articolo che riporto sotto. La notizia si è propagata velocemente su Internet , già da tempo, ma vale la pena di riepilogarla velocemente. Il GIP del Tribunale di Padova, su richiesta della locale Procura , ha disposto il sequestro di quasi 500 siti i cui rispettivi domini richiamavano, in qualche modo, il marchio Moncler (la cui denuncia è all’origine di tutta la vicenda) assumendo un commercio illegale di capi di abbigliamento. Il maxi-sequestro – mediante inibizione all’accesso – dei siti “simil-Moncler” è stato, però, successivamente azzerato dal Tribunale per il riesame della città veneta su istanza di Assoprovider e AIIP, le due principali associazioni di provider italiani. Come ben sa l’ avv. Fulvio Sarzana di S. Ippolito , patrono delle due, io non ci avrei scommesso un solo centesimo. Ne abbiamo parlato prima, in periodo non sospetto. Mi sono sbagliato e ne sono felicissimo. E non appartengo alla schiera di coloro che, dopo, saltano sul carro dei vincitori al grido “l’avevo detto”! I motivi della mia perplessità Fulvio li conosce perfettamente, sono stati l’oggetto centrale della nostra pur breve discussione. E – nessuno me ne voglia – queste perplessità rimangono. Controcorrente, dico che censura e “provider-sceriffo” c’entrano ben poco. Sequestrare tutta quella messe di siti per il solo fatto che i rispetti nomi di dominio richiamavano il marchio Moncler senza ulteriori accertamenti (così conferma il Tribunale) credo non meriti commento, neppure a beneficio dei non giuristi. E’ aberrante per tutti, senza scendere in noiosi particolari da leguleio. Ma è quello, soltanto quello e lo possiamo definire in tanti modi, anche poco urbani. Di certo, nessuno ha voluto censurare come, del resto, ai provider è stato dato un ordine, non si è detto di vigilare. Invece, il problema vero che rimane malgrado questa vittoria (al momento, temo un po’ troppo debole per essere festeggiata) è, in fondo, sempre lo stesso: l’inadeguatezza della legislazione rispetto a rivoluzioni tecnologiche come Internet. Per limitarci a ciò che regola i sequestri, cioè il codice di procedura penale (del 1989), il legislatore “tecnologico” vi ha messo mano soltanto due volte: nel 1993 per introdurre e regolare le intercettazioni telematiche e nel 2008 per fissare qualche norma di tutela in caso di ispezioni, perquisizioni e sequestri informatici (la cui violazione, però, non comporta il venire meno di provvedimenti tanto invasivi). Il resto è stato di fatto delegato ad una Magistratura spesso impreparata sotto il profilo tecnico. Come visto qualche anno fa in relazione al sequestro del sito di The Pirate Bay dove la Cassazione ha “santificato” una specie di sequestro sconosciuta al codice fuori dei casi di pedopornografia e gambling online: quello, applicato anche questa volta, per “inibizione all’accesso” dei siti allocati su server all’estero al fine di renderli irraggiungibili agli utenti italiani. Questi sono i veri problemi cui dare al più presto una soluzione legislativa. Altrimenti, ci ritroveremo a dover combattere sequestro per sequestro scommettendo sulla singola impugnazione, senza alcun paletto giuridico in sede applicativa, senza la minima certezza del diritto.

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Sequestro Moncler: i veri problemi

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TLC: Codacons chiede incontro all`AGCOM per verificare vantaggi a consumatori degli interventi sulle tariffe di terminazione

21 ottobre 2011

Si è aperto un confronto tra associazioni di consumatori, parlamentari e gestori di telefonia sul costo delle cosiddette tariffe di terminazione. Si tratta in sostanza dei prezzi che gli operatori di TLC “retrocedono ai competitor per le telefonate …

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Nuovo portale dati aperti della PA: cosa offre

19 ottobre 2011

E’ nato Dati.gov.it – il Portale dei dati aperti della PA, nato per consentire a cittadini, sviluppatori, imprese, associazioni di categoria e alle stesse pubbliche amministrazioni di fruire nel modo più semplice e intuitivo del patrimonio informativo della pubblica amministrazione. Con Dati.gov.it si apre una nuova stagione per la trasparenza e l’innovazione nella PA italiana, fatta di App per smartphone, applicazioni, servizi web e visualizzazioni creative che potranno fare base sui dati (…) – Nuove tecnologie / Apertura

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Nuovo portale dati aperti della PA: cosa offre

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Questione di sensibilità

16 agosto 2011

Nel caso di specie è proprio questo che è accaduto: il R., venuto in possesso, peraltro non casualmente come sostenuto dal suo difensore per come è dato leggere dalla sentenza impugnata, di un dato sensibile (numero di utenza cellulare) per essergli stato fornito dal suo interlocutore del momento (il B.), si è determinato a diffonderlo su altri canali con ciò compromettendo la riservatezza del dato che la norma intende salvaguardare. La Cassazione , pur incidentalmente, dice che un numero di cellulare è un dato sensibile. Ed io sono molto preoccupato. “dati sensibili”, i dati personali idonei a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonche’ i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale; (art. 4, comma 1, lett., d) d.lgs. 196/2003)

Ecco la fonte della notizia:
Questione di sensibilità

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AGCOM, diritto d`autore sul web: consumatori chiedono chiarezza e trasparenza

14 maggio 2011

Con una missiva firmata da numerose sigle di associazioni dei consumatori e inviata all’Autorità Garante per le Comunicazioni, si chiede che si proceda alla pubblicazione online dei verbali di tutte le decisioni assunte dall’autorità e dei voti di ci…

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Diffamazione e Google Suggest: Tribunale di Milano, ordinanza 31 marzo 2011

11 maggio 2011

Tribunale di Milano, ordinanza 31 marzo 2011: « Passando quindi all’esame dei diversi profili di censura mossi da Google all’ordinanza reclamata, al punto 1) Google evidenzia come “le associazioni di parole visualizzate dagli utenti attraverso la funzionalità denominata… L’articolo e’ disponibile nel blog

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Diffamazione e Google Suggest: Tribunale di Milano, ordinanza 31 marzo 2011

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