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Archivio per la categoria ‘facebook’

Cassazione: niente chat su facebook per chi è ai domiciliari

2 febbraio 2012

Niente Chat su Facebook per chi è agli arresti domiciliari. Lo afferma la Corte di Cassazione spiegando che chi si trova sottoposto a quel regime detentivo ed abbia il divieto di comunicare con terzi, non può permettersi di chattare con i suoi amici …

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Cassazione: niente chat su facebook per chi è ai domiciliari

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Aumenta la presenza Inps su Facebook. Ora anche con i buoni lavoro

21 novembre 2011

L`Inps aumenta la sua presenza su Facebook. Oggi nel noto social network l`Inps ha una nuova pagina dedicata ai buoni lavoro. Già in precedenza l`istituto ne aveva dedicata un`altra al riscatto della laurea. La creazione di fanpages da parte dell`…

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Aumenta la presenza Inps su Facebook. Ora anche con i buoni lavoro

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Civile.it – Sempre piu’ diritto su Facebook e Twitter … (feed)

17 ottobre 2011

Due novita’ Da oggi su Facebook e Twitter non trovate solo il mio account @iusondemand, che uso per segnalare – Questo e’ un Feed. Il testo completo e’ solo sul sito www.Civile.it. Solo i siti amatoriali o senza pubblicità sono autorizzati ad aggregare i nostri contenuti, grazie.

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Civile.it – Sempre piu’ diritto su Facebook e Twitter … (feed)

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Facebook et similia (profili specifici dei social network) – Pavia, 30 settembre / 1 ottobre 2011

2 settembre 2011

Iusreporter.it segnala Facebook et similia (profili specifici dei social network) Il convegno è accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Pavia “con 9 (3+3+3) crediti formativi” UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA Facoltà di giurisprudenza XX incontro… L’articolo e’ disponibile nel blog

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Facebook et similia (profili specifici dei social network) – Pavia, 30 settembre / 1 ottobre 2011

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Facebook e privacy: gli interventi del Garante privacy nel 2010

21 luglio 2011

Come si legge nella Relazione 2010 del Garante privacy, in misura superiore rispetto all’anno precedente, nel 2010 sono pervenute all’Autorità segnalazioni con le quali si è lamentato il trattamento illecito dei dati personali su Facebook. Il Garante privacy, pur nella consapevolezza dei… L’articolo e’ disponibile nel blog

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Facebook e privacy: gli interventi del Garante privacy nel 2010

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Civile.it – Twitter ed eventi: connubio indissolubile e imperdibile … (feed)

9 maggio 2011

Una realta’ cresciuta piu’ della massa. –Video available– Facebook riesce a crescere insieme ai suoi utenti, offrendo sempre qualcosa di immediatamente god – Questo e’ un Feed. Il testo completo e’ solo sul sito www.Civile.it. Solo i siti amatoriali o senza pubblicità sono autorizzati ad aggregare i nostri contenuti, grazie.

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ZeusNews > Se l’abuso del computer può costar caro (2)

5 maggio 2011

Succede, anche se da poco. Dopo un mio post qui , mi vengono in mente altre cose che scrivo per un articolo su ZeusNews. (da ZeusNews del 5 maggio 2011 ) Può l’ abuso di Internet mettere nei guai un dipendente pubblico? Parrebbe di sì. Sta accadendo a Bertinoro (in provincia di Forlì-Cesena), dove non uno ma ben cinque dipendenti parrebbero essere indagati per peculato e abuso d’ufficio , tutto perché avrebbero abusato degli strumenti informatici messi a disposizione, ovviamente per altri scopi, dall’Amministrazione. E sembrerebbe non essere soltanto una questione di Facebook (sul quale si è enfatizzato parecchio visto che è il social network del momento), ma di un utilizzo massivo e generalizzato , anche per il download di materiali pornografici. Tuttavia, visto che conosciamo ben poco del caso concreto (anche in considerazione del comprensibile riserbo dell’Autorità Giudiziaria), non possiamo che restare al piano astratto per vedere se condotte del genere possano condurre a una qualche specie di sanzione. Per la verità non è la prima volta che ci si trova di fronte a qualcosa di simile. E parliamo del pubblico impiego dove il problema è noto da anni , tanto da aver trovato disciplina nel Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni del 2000, in seguito richiamato da un’interessantissima direttiva del Ministro Brunetta, specifica su uso di Internet e posta istituzionale. Si capisce, dunque, che la violazione di certi doveri può portare quanto meno a un procedimento disciplinare , mentre, addirittura, nel settore privato si è parlato di un licenziamento a causa di Facebook (ma con alcuni indispensabili chiarimenti ). Rimanendo all’impiego pubblico (il “caso Bertinoro”) dove alcuni soggetti possono essere pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio (anche se non è esclusiva prerogativa di detto settore), può essere realmente prospettabile un’accusa di peculato e abuso d’ufficio? La risposta non può essere precisa , in un senso o nell’altro. Da un lato, non si conoscono i dettagli precisi del caso concreto; dall’altro, da esso non si possono trarre principi. Infine, non ci si può nascondere che certe tematiche si intersecano inevitabilmente con i diritti dei lavoratori (divieto di telecontrollo e, in genere, privacy). Sicché possiamo fare soltanto un ragionamento astratto, anche facendo richiamo a materiali già disponibili . Il primo è un precedente giurisprudenziale di Cassazione , che dovrebbe essere noto, secondo il quale in presenza di contratti flat (cioè non a consumo o a tempo) il danno economico rilevante per la norma incriminatrice (l’art. 316 c.p. che prevede il peculato) non è, di regola, calcolabile. L’altro è la citata direttiva che sostiene una cosa fondamentale: «tale utilizzo non istituzionale non provoca, di norma, costi aggiuntivi, tenuto conto della modalità di pagamento flat utilizzata nella generalità dei casi dalle Amministrazioni per l’utilizzo di quasi tutte le risorse ICT» . Occorre evitare, dunque, di pronunciare sentenze definitive sull’indagine di Bertinoro (sulla quale, comunque, chi scrive nutre non poche perplessità), ma attenzione anche a non abusare degli strumenti di lavoro perché un procedimento penale può già essere la vera pena e il licenziamento (pur a certe condizioni) non è certo da escludere a priori.

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ZeusNews > Se l’abuso del computer può costar caro (2)

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Se l’abuso del computer può costar caro

4 maggio 2011

Utilizzare Facebook sul posto di lavoro può condurre ad un procedimento penale per peculato e abuso d’ufficio? Se si tratta di un pubblico ufficiale o di un incaricato di pubblico servizio (figure normalmente – ma non esclusivamente – tipiche del pubblico impiego), la Procura di Forlì-Cesena risponde affermativamente. Lo riferisce il Resto del Carlino (che pone l’enfasi soprattutto sul social network, ma il problema è generalizzato) e la notizia si sta già propagando in Rete. Personalmente, ho qualche perplessità. Non è la prima volta che per l’abuso di strumenti informatici, specie se collegati ad Internet, si ipotizza il peculato. Infatti, si conosce almeno un precedente di Cassazione abbastanza noto. Il fatto è che, come dice la sentenza citata, per il reato in esame occorre verificare la sussistenza di un danno che però, come sappiamo, in presenza di utenze “flat” non è calcolabile. Fermo restando che, come tengo sempre a dire, sulla scorta di un articolo giornalistico non si traggono conclusioni giuridiche. In più, da un caso concreto non si trae necessariamente un principio. Prudenza, dunque.

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Civile.it – Roma: Il diritto penale della rete … (feed)

23 marzo 2011

venerdì 8 aprile · 9.00 – 18.00 Suprema Corte di Cassazione Piazza Cavour ROMA – Aula Giallombardo Creato su Facebook da

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Licenza di taggare

15 marzo 2011

Pare che negli Stati Uniti non occorra un permesso per taggare una persona su FaceBook , ma, afferma Mike Mesnick, “I’ve heard the argument that in Europe, it’s possible to use various privacy laws to demand that someone remove a photo or “tag” of the requester”. In realtà, non è esattamente così in quanto già il viso ritratto in una foto è un dato personale e, come tale, tutelabile ai sensi del d.lgs. 196/2003, anche in assenza di un tag che riporti nome e cognome. Pertanto, contrariamente a quanto sostiene l’estensore dell’articolo, non è tanto questione di tag, ma di semplice immagine. Molto può dipendere anche dal contesto e da altri fattori (ne parlavo nel Minottino ), ma, in linea di massima, suggerisco di fare atenzione a pubblicare (anche senza taggare) immagini altrui.

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