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Archivio per la categoria ‘indagini’

Cass. Pen. prima sezione n. 12987 ud. 29 gennaio 2014 – deposito del 19 marzo 2014

21 marzo 2014 Nessun commento

sicurezza pubblica , misure di prevenzione , confisca , indagini patrimoniali ef

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Cass. Pen. prima sezione n. 12987 ud. 29 gennaio 2014 – deposito del 19 marzo 2014

Categorie:Cassazione, confisca, indagini, pa, sicurezza Tag:

Cass. Pen. SSUU n. 4319 ud. 28 novembre 2013 – deposito del 30 gennaio 2014

4 febbraio 2014 Nessun commento

indagini preliminari , chiusura delle indagini preliminari , richiesta di archiv

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Cass. Pen. SSUU n. 4319 ud. 28 novembre 2013 – deposito del 30 gennaio 2014

Categorie:civile, indagini Tag:

Neutralità

27 dicembre 2013 Nessun commento

“Il semplice utilizzo di programmi P2P (es.: Emule) non prova la volontà di diffondere materiale pedopornografico (art. 600 ter, comma 3, c.p.)”. Quello appena riportato è il succo di una recente decisione della Cassazione . In realtà non si tratta di un orientamento giurisprudenziale innovativo. Sin dal 2010, infatti, la Suprema Corte era giunta alle stesse conclusioni, con questa sentenza , quella realmente fondamentale sul tema. E, poi, c’è stata quest’altra . Tutto abbastanza acquisito, dunque. Tuttavia, a mio avviso l’occasione è propizia per fare (o rifare) alcune riflessioni. I rischi del P2P – ma, più correttamente, dovremmo dire del “file sharing” – sono noti da tempo. Personalmente, sette anni fa e più avevo scritto una cosina per Punto Informatico che aveva avuto un certo apprezzamento. Insomma, non sembravo l’unico paranoico. Dopo un anno, infatti, una sentenza , pur di merito, si occupava della consapevolezza dell’upload automatico operato da alcuni programmi (nel caso di specie, l’imputato aveva usato WinMX) e condannava l’imputato. Poi, fortunatamente, nel 2010 è arrivata, come visto, la prima sentenza della Cassazione che ha finalmente detto che non si può dare per scontata la consapevolezza di certe funzioni dei software. Con le menzionate conferme del 2011 e dei giorni scorsi. Tutti i tre provvedimenti della Suprema Corte riportano un passaggio sostanzialmente identico di cui avevo già scritto nel 2011 e che credo sia bello da riportare anche perché dice una cosa non certo secondaria o banale. Leggiamo insieme Si tratta, nei singoli casi concreti, di questione interpretativa abbastanza delicata, perché il sistema dovrebbe essere razionalmente ricostruito giungendo a soluzioni che tengano conto delle effettive caratteristiche e delle concrete modalità di utilizzo di programmi del genere da parte della massa degli utenti e che, nello stesso tempo, soddisfino l’esigenza di contrastare efficacemente una assai grave e pericolosa attività illecita, quale la diffusione di materiale pornografico minorile, cercando però di evitare di coinvolgere soggetti che possono essere in piena buona fede o che comunque possono non avere avuto nessuna volontà o addirittura consapevolezza di diffondere materiale illecito, soltanto perché stanno utilizzando questi (e non altri) programmi di condivisione, e cercando altresì di evitare che si determini di fatto la scomparsa di programmi del genere. Del resto, le due suddette esigenze ben possono essere entrambe soddisfatte perché, con indagini adeguate, è possibile accertare chi stia davvero agendo col dolo di diffondere e non solo con quello di acquisire e con la consapevolezza del vero contenuto dei file detenuti. La morale, per me, è la seguente: la tecnologia è neutra e, pertanto, va difesa. Dimmi poco…

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27 dicembre 2013 Nessun commento

“Il semplice utilizzo di programmi P2P (es.: Emule) non prova la volontà di diffondere materiale pedopornografico (art. 600 ter, comma 3, c.p.)”. Quello appena riportato è il succo di una recente decisione della Cassazione . In realtà non si tratta di un orientamento giurisprudenziale innovativo. Sin dal 2010, infatti, la Suprema Corte era giunta alle stesse conclusioni, con questa sentenza , quella realmente fondamentale sul tema. E, poi, c’è stata quest’altra . Tutto abbastanza acquisito, dunque. Tuttavia, a mio avviso l’occasione è propizia per fare (o rifare) alcune riflessioni. I rischi del P2P – ma, più correttamente, dovremmo dire del “file sharing” – sono noti da tempo. Personalmente, sette anni fa e più avevo scritto una cosina per Punto Informatico che aveva avuto un certo apprezzamento. Insomma, non sembravo l’unico paranoico. Dopo un anno, infatti, una sentenza , pur di merito, si occupava della consapevolezza dell’upload automatico operato da alcuni programmi (nel caso di specie, l’imputato aveva usato WinMX) e condannava l’imputato. Poi, fortunatamente, nel 2010 è arrivata, come visto, la prima sentenza della Cassazione che ha finalmente detto che non si può dare per scontata la consapevolezza di certe funzioni dei software. Con le menzionate conferme del 2011 e dei giorni scorsi. Tutti i tre provvedimenti della Suprema Corte riportano un passaggio sostanzialmente identico di cui avevo già scritto nel 2011 e che credo sia bello da riportare anche perché dice una cosa non certo secondaria o banale. Leggiamo insieme Si tratta, nei singoli casi concreti, di questione interpretativa abbastanza delicata, perché il sistema dovrebbe essere razionalmente ricostruito giungendo a soluzioni che tengano conto delle effettive caratteristiche e delle concrete modalità di utilizzo di programmi del genere da parte della massa degli utenti e che, nello stesso tempo, soddisfino l’esigenza di contrastare efficacemente una assai grave e pericolosa attività illecita, quale la diffusione di materiale pornografico minorile, cercando però di evitare di coinvolgere soggetti che possono essere in piena buona fede o che comunque possono non avere avuto nessuna volontà o addirittura consapevolezza di diffondere materiale illecito, soltanto perché stanno utilizzando questi (e non altri) programmi di condivisione, e cercando altresì di evitare che si determini di fatto la scomparsa di programmi del genere. Del resto, le due suddette esigenze ben possono essere entrambe soddisfatte perché, con indagini adeguate, è possibile accertare chi stia davvero agendo col dolo di diffondere e non solo con quello di acquisire e con la consapevolezza del vero contenuto dei file detenuti. La morale, per me, è la seguente: la tecnologia è neutra e, pertanto, va difesa. Dimmi poco…

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Autopromozione > Indagini digitali

13 novembre 2013 Nessun commento

27 novembre, 2 e 10 dicembre, ovviamente 2013: sono le date degli incontri seminariali “ Le indagini digitali ” organizzati dal Collegio Ghislieri e dall’Università di Pavia. Come si dice, “a parte il sottoscritto” ci sono ottimo nomi, dunque ottime ragioni per partecipare. Peraltro, i seminari sono gratuiti. Arrivederci, allora.

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Cassazione: il giudice non è obbligato a disporre indagini patrimoniali per determinare l`assegno per l`ex coniuge

5 ottobre 2013 Nessun commento

La sesta sezione civile della Corte di Cassazione (sentenza numero n. 22568/2013) ha ricordato che il giudice, quando deve determinare l`importo dell`assegno divorzile, non è obbligato a disporre indagini patrimoniali perché l`esercizio di tal…

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Civile.it – Prism e la natura delle comunicazioni su internet … (feed)

7 giugno 2013 Nessun commento

I Google Glass porteranno fotografie di tutto il mondo ai servizi di sicurezza USA. Ed il riconoscimento facciale lo faranno loro, come per le targhe. Metti il caso che durante le indagini si voglia leggere la corrispondenza di qualcuno, anche le c – Questo e’ un Feed. Il testo completo e’ solo sul sito www.Civile.it. Solo i siti amatoriali o senza pubblicità sono autorizzati ad aggregare i nostri contenuti, grazie.

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Civile.it – Forensic Artist for FBI … (feed)

3 maggio 2013 Nessun commento

Queste sono le indagini di polizia che mi piacciono –Video available– Queste sono le indagini di polizia che mi piacciono. Complimenti a tutti. La morale e’ ve – Questo e’ un Feed. Il testo completo e’ solo sul sito www.Civile.it. Solo i siti amatoriali o senza pubblicità sono autorizzati ad aggregare i nostri contenuti, grazie.

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Convegno “Indagini finanziarie, redditometro e studi di settore”.

21 gennaio 2013 Nessun commento

Il giorno 26 gennaio 2013 – dalle ore 9:30 alle ore 12:30 – presso l’Hotel President di Benevento alla via Perasso, si terrà un convegno avente ad oggetto “Indagini finanziarie, redditometro e studi di settore”. Programma dell’evento Saluti ed introduzione : Dott. Rocco Carbone, Presidente del Tribunale di Benevento e Presidente della Commissione Tributaria Provinciale di Benevento Saluti e coordinamento : Dott. Giovanni Cuomo, Presidente ODCEC Benevento Relazioni : Dott. Cesare Maragoni, (…) – Diritto commerciale e tributario

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Convegno “Indagini finanziarie, redditometro e studi di settore”.

Civile.it – La sentenza della Cassazione sul dipendente che cancell … (feed)

7 marzo 2012 Nessun commento

Interessante la ricostruzione dei tipi di cancellazione, applicazione di password e indagini successive. cassazione V penale n. 8555 del 18.11.2011 dep . 5.3.2012 –Video available– Con la sentenza indicata in epigrafe la Corte di Appello di Catania confermava

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