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Archivio per la categoria ‘Iniziative di legge’

Play it again, Levi – 3 anni dopo

28 settembre 2011

Io non credo che il ddl intercettazioni contenga norme ammazzablog, la mia posizione è nota. Però, non ho alcuna difficoltà a segnalare l’iniziativa di Agorà Digitale alla quale auguro la più grande fortuna. L’Associazione presieduta da Marco Cappato ha organizzato una   raccolta firme telematica per cercare di “disinnescare” certe regole che assumono come liberticide. Si segnala anche l’ elenco dei parlamentari che hanno proposto emendamenti alla norma. C’è pure il mitico Ricardo Franco Levi… amarcord … QUI gli emendamenti proposti.  Ecco quello proposto dal nostro, insieme ad altri Al comma 29, lettera a), capoverso, secondo periodo, sostituire le parole: , ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica con le seguenti: che recano giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5. Conseguentemente, al medesimo comma: lettera d), sostituire, ovunque ricorrano, le parole: , ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica con le seguenti: che recano giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5; lettera e), capoverso, sostituire le parole: , ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica con le seguenti: riconducibili a giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5. 1. 910. Zaccaria, Giulietti, Levi, Corsini, Colombo, Pollastrini, Concia, Laganà Fortugno, De Biasi. P.S.: Secondo me, è un buon emendamento.

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Play it again, Levi – 3 anni dopo

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Siamo circondati

16 agosto 2011

Io, forse in modo poco popolare, non credo che certe iniziative di legge siano “bavagli”. Sono soltanto strumentali a certi interessi economici che non hanno niente a che vedere con la libera espressione del pensiero. Dopo la vicenda del regolamento AGCOM (in autunno ne vedremo delle belle…) è spuntato il ddl C-4511 presentato dall’On. Fava, leghista, che, prendendosela anche con l’Unione Europea (si legga la relazione), ha proposto una serie di ingarbugliatissime (quanto stravaganti) modifiche al d.lgs. 70/2003 sul commercio elettronico, in particolare sulle responsabilità dei provider. Tutto ciò per difenderci dai farmaci farlocchi. Altri ne hanno già parlato ampiamente, è inutile che annoi i lettori. La cosa interessante è che, poco dopo, l’On. Centemero, PdL, se ne è uscita con il ddl C-4549 , guarda caso di “modifica degli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, in materia di responsabilità e di obblighi dei prestatori di servizi della società dell’informazione e per il contrasto delle violazioni dei diritti di proprietà industriale operate mediante la rete internet”. Il testo non è ancora noto, ma io – che, pure, non amo il gioco d’azzardo – potrei scommettere una cifra seria sulla sostanziale identità rispetto al primo.

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Diritti non disponibili

22 aprile 2011

Oggi mi sono imbattuto in un disegno di legge che, malgrado sia convinto farà molta presa sui soliti benpensanti, a mio parere è parecchio… bizzarro… eh… non dico altro. Si tratta del ddl S.2442 inequivocabilmente intitolato “Disposizioni in materia di divieto, a carico degli autori di delitti efferati, di trarre beneficio economico da opere ispirate ai propri crimini e di utilizzo del proprio nome o delle proprie immagini a fini pubblicitari”. Insomma, per quello che sembra più deflagrante, il Senatore Gilberto Pichetto Fratin vorrebbe vietare (con relativa sanzione penale non banale) “ di utilizzare economicamente, o comunque di trarre profitto o beneficio economico, da opere dell’ingegno appartenenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, al teatro o alla cinematografia che siano riconducibili, anche solo in modo allusivo, alla commissione del reato per il quale il soggetto medesimo è imputato o condannato, qualora il suddetto reato abbia suscitato particolare allarme sociale, o sia stato caratterizzato da elementi di efferatezza, o abbia procurato profonda commozione nell’opinione pubblica “. Tra tutti questi concetti indeterminati, a chi è rivolto il divieto? Uno, al limite, pensa al condannato in via definitiva. Macché… il nostro Senatore si riferisce anche al solo imputato. In più “ ai parenti, ai congiunti e agli affini del condannato o dell’imputato fino al sesto grado “. Evviva! Per non parlare, poi, della collisione frontale con l’art. 21 Cost. (perche’ non si contemplano soltanto benefici economici, ma anche il ben piu’ ampio profitto). Da leggere, anche dove fa riferimento alla “ discrezione dell’autorità giudiziaria ” (LOL!), e… non diffondere…

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ZeusNews > Forniture coatte

10 marzo 2011

L’accordo con Dario Meoli era definito da un po’, ma il tempo è sempre tiranno. Forse, però, ci siamo. Oggi ho scritto una cosina su un ddl S2271 in tema di confisca per fatti di criminalità informatica. Inizia così la mia collaborazione con ZeusNews. Cheers!!! ( da ZeusNews del 10 marzo 2011 ) I Senatori PD (tra cui nomi importanti come Casson, Bianco e D’Ambrosio, comunque quasi tutti giuristi) hanno un chiaro pregiudizio nei confronti dell’informatica. E’ loro, infatti, il disegno di legge n. S2271 presentato l’estate scorsa e da poco approvato al Senato (dovrà comunque passare ancora alla Camera). Perché parlo di pregiudizio? Perché con il roboante titolo “Norme in materia di misure per il contrasto ai fenomeni di criminalità informatica” si fa di tutta l’erba un fascio imponendo la confisca obbligatoria (non soltanto facoltativa) di “beni e degli strumenti informatici o telematici che risultino essere stati in tutto o in parte utilizzati per la commissione dei reati di cui agli articoli 615-ter, 615-quater, 615-quinquies, 617-bis, 617-ter, 617-quater, 617-quinquies, 617-sexies, 635-bis, 635-ter, 635-quater, 635-quinquies, 640, 640-ter e 640-quinquies” . Praticamente tutti i reati informatici senso stretto introdotti dalla legge 547/93 e, in parte, ritoccati (o aggiunti) nel 2008. Come riferisce anche la relazione, si tratta di una disposizione che costituisce eccezione alla regola della confisca facoltativa. Così si determina un’evidente disparità di trattamento rispetto ad altri fenomeni criminali; ma evidentemente non importa, anzi. Alla fine, infatti, fa sempre capolino un po’ di sano pragmatismo: “Oggi assistiamo nella realtà italiana a un forte squilibrio tecnologico tra le dotazioni informatiche messe a disposizione delle Forze di polizia e quelle comunemente utilizzate dalla criminalità” . Così, invece di buttare via soldi in costose forniture informatiche, è meglio il ricorso indiscriminato alla confisca di qualsiasi dispositivo informatico… ma soltanto per certi reati.

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ZeusNews > Forniture coatte

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Wi-fi-(ino)

27 ottobre 2010

Non vorrei portare rogna, ma ho l’impressione che gli auspici di molti circa la semplice e totale abrogazione del “ decreto Pisanu ” naufragheranno miseramente. Premettiamo, intanto, che il “decreto Pisanu”, all’art. 7, (quello più volte prorogato), non vieta tutte le reti wi-fi, ma obbliga i gestori di esercizi commerciali e circoli privati (che devono chiedere licenza al questore) a prendere una serie di misure atte , in buona sostanza, all’identificazione di chi accede al point (cablato o meno, telefonico o telematico). Venendo al nocciolo, se è vero che, addirittura, vi è stata una proposta bipartisan di abrogazione, le parole di Maroni, proprio oggi , non fanno presagire alcunché di buono perché si pronuncia la parola magica “equilibrio”- Vedremo, spero proprio di sbagliarmi. P.S.: Detto tra noi, pur trattando diversi procedimenti per reati legati ad Internet come quelli menzionati da Maroni (pedopornografia e frodi online) non ho mai visto nulla di scoperto per merito del decreto citato.

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Wi-fi-(ino)

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Cassinelli rettifica

17 giugno 2010

E se un giorno avrò l’obbligo di rettifica al pari di un giornale? I blogger più attenti (e anche gli altri) sanno che all’interno della legge cosiddetta “bavaglio” (in realta, un disegno di legge attualmente alla Camera ) è stata inserita una norma che imporrebbe la rettifica anche per i “siti informatici” (già prevista per la vera stampa dalla l. 47/48). Con sanzioni pecuniarie di una certa entità in caso di inottemperanza. Per cronica mancanza di tempo, non sono riuscito a scrivere nulla sino ad oggi, ma, vista le imminenti scadenze, penso di non potermi sottrarre dal notiziare quei quattro lettori che ho. Incominciamo. Dico subito che mi sono sforzato di trovare una linea interpretativa che escludesse dal novero dei “siti informatici” realtà amatoriali come i blog. Ho fallito, ho trovato soltanto argomentazioni debolissime. Dunque, occorre andare oltre. Io penso che sia sbagliato pensare che la rettifica sia dovuta soltanto dalla stampa vera e propria. E’ una questione di educazione e, poi, giuridica. Mi sembra che su questo si possa convenire tutti. Dunque, di per sé, l’approvanda regola non sarebbe sbagliata. Ma esistono due problemi, non da poco: – un blog non ha, di regola, una struttura anche soltanto lontanamente paraganabile a quella di un giornale (la redazione, banalmente) essendo, al contrario, normalmente gestito a livello amatoriale e non in modo continuativo – pertanto, non è facile rispettare i tempi e forme indicate dal testo attuale; – direttamente con i contenuti dei blog non si fanno certo i milioni (spesso, il blog è una strumento di personal branding, ma questo è un altro discorso) – dunque, le sanzioni sono sproporzionate. Elementare: visto che un blog non è come un giornale, non può essere trattato allo stesso modo (come, invece, vorrebbe il disegno di legge incriminato). Ci pensa Roberto Cassinelli che, dopo aver detto la sua pochi giorni fa , propone una versione definitiva di emendamento . Che non piacerà ai più intransigenti della libertà della Rete, ma che trova, secondo me, un buon punto di equilibrio. Perché negare il diritto alla verità che si esprime con la retifica?

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Cassinelli rettifica

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Una proposta di legge per la neutralità della Rete

25 marzo 2009

Ricevo su Facebook (da NNSquad Italia) e, molto volentieri, inoltro *********** E’ stato presentato al Senato il progetto di legge “Neutralità delle reti, free software e società dell’informazione” ( http://www.luigivimercati.it/uploads/2009/03/ddl_reti.pdf ). Depositata dai senatori Vincenzo Vita e Luigi Vimercati (PD), la proposta consiste in un provvedimento finalizzato a promuovere il principio della neutralità della rete e una società dell’informazione più aperta. I contenuti del documento sono peraltro in accordo con i principi e gli obiettivi promossi da NNSquad.it, il gruppo che si batte per difendere la neutralità della rete e nato come sezione italiana del progetto NNSquad.org, varato negli Stati Uniti da alcuni dei maggiori esperti di Internet, tra cui il “padre della rete” Vint Cerf

Originariamente pubblicato su:
Una proposta di legge per la neutralità della Rete

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Cambio!

22 marzo 2009

Sulla questione del progetto di legge presentato dall’On. Carlucci direi che è stato scritto di tutto e di più, da tutti. Inutile che sprechi risorse telematiche con un intervento che, a questo punto, sarebbe tardo e superfluo.

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Cambio!

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