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Archivio per la categoria ‘intercettazioni’

Civile.it – ALERT, vince il diritto all’oblio: vietato imporre di c … (feed)

8 aprile 2014 Nessun commento

Decisione epocale: i tabulati equiparati a intercettazioni, vietate. Era ora.Dato che la Corte non ha limitato gli effetti della propria sentenza nel tempo, la dichiarazione di invalidità ha efficacia dalla data di entrata in vigore della direttiva. www.curia.europa.eu Stampa e Informazione Corte di giustizia dell’Unione europea CO – Questo e’ un Feed. Il testo completo e’ solo sul sito www.Civile.it. Solo i siti amatoriali o senza pubblicità sono autorizzati ad aggregare i nostri contenuti, grazie.

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Civile.it – ALERT, vince il diritto all’oblio: vietato imporre di c … (feed)

Cass. Pen. quinta sezione n. 8442 ud. 4 dicembre 2013 – deposito del 21 febbraio 2014

27 febbraio 2014 Nessun commento

prove , mezzi di ricerca della prova , intercettazioni di conversazioni o comuni

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Cass. Pen. quinta sezione n. 8442 ud. 4 dicembre 2013 – deposito del 21 febbraio 2014

Categorie:Cassazione, intercettazioni Tag:

Eufemismi

5 agosto 2013 Nessun commento

“ Dai riscontri ottenuti è emerso un quadro variegato e disomogeneo “. Quello appena riportato è un passaggio di un comunicato del Garante per la protezione dei dati personali che, annunciando un apposito provvedimento , fotografa la gestione delle intercettazioni nelle procure italiane. Che è disastrosa, come tutti gli operatori del diritto sanno. Il comunicato è scritto in perfetto burocratichese, segno evidente dell’imbarazzo nel dover riferire e descrivere uno dei tanti mali della giustizia italiana.

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Eufemismi

La posta in gioco: Interventi e proposte per la lotta alla mafia (Saggi) – Kindle

26 dicembre 2012 Nessun commento

Versione per Kindle Trattamento e attendibilit

Senza parole

18 aprile 2012 Nessun commento

Non se ne può più. Dopo che l’intervento del buon Roberto Cassinelli aveva scongiurato ogni pericolo, la cosiddetta norma “ammazzablog” ritorna sempre in una proposta di riforma delle intercettazioni . La bozza, questa volta, ha provenienza ministeriale (Giustizia, ovviamente) ed è, proprio per questo, ancora più inaccettabile. Nella sostanza, ricordo i tratti principali della norma proposta: – 48 di tempo per le rettifiche, senza contraddittorio, “sulla fiducia”; – sanzione sino a 12.000 euro in caso di inottemperanza. Termini che possono riguardare la stampa, ma non certo le realtà amatoriali. Una norma scritta da persone radicalmente estranee alla realtà: e sono quelle che ci governano.

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Senza parole

ZeusNews > La legge del pregiudizio

1 marzo 2012 Nessun commento

( da ZeusNews del 1° marzo 2012 ) Ne avevamo parlato, circa un anno fa,  Fulvio Sarzana ed  io , all’indomani dell’approvazione al Senato. Francamente,  con tutte le priorità che abbiamo nel nostro Paese, non avrei mai pensato ad un iter così fulmineo (almeno rispetto a quelli delle leggi “normali”) alla  Camera . E invece, da quanto entrerà in vigore (il prossimo 9 marzo) la  legge 12/2012 – voluta, tra gli altri, da giuristi come i Senatori PD  Felice Casson ,  Gerardo D’Ambrosio ed  Enzo Bianco – imporrà la confisca  “ dei beni e degli strumenti informatici o telematici che risultino essere stati in tutto o in parte utilizzati per la commissione dei reati di cui agli articoli 615-ter, 615-quater, 615-quinquies, 617-bis, 617-ter, 617-quater, 617-quinquies, 617-sexies, 635-bis, 635-ter, 635-quater, 635-quinquies, 640-ter e 640-quinquies” . Cosa significa tutto ciò? Anzitutto, che la legge è destinata, prevalentemente, ai reati informatici in senso stretto:  accessi abusivi, frodi informatiche, danneggiamenti informatici , intercettazioni e via dicendo. Quanto al significato del termine  confisca , credo che tutti siamo in grado di intuirlo. Premesso che, per espressa previsione della legge, la misura non può colpire beni appartenenti a soggetti estranei al reato, essa può essere facoltativa o obbligatoria. Nel primo caso, che costituisce la regola, è il giudice a valutare se la liberà disponibilità di un certo bene possa o meno facilitare la commissione di nuovi reati. Nel secondo caso, di fatto,  è il legislatore a stabilirlo a priori e il giudice dovrà adeguarsi a questa volontà. Una prima riflessione: c’è qualcuno (quel qualcuno che ha scritto la legge) che, anche per i motivi che vedremo, fa passare il messaggio secondo il quale coloro che hanno commesso certi reati, peraltro neppure tanto sommessamente tratteggiati come estremamente gravi,  li commetteranno, con certezza, un’altra volta . In realtà, le motivazioni di tale intervento sono molto meno nobili e scientifiche, anzi si fondano sulla constatazione della  cronica mancanza di risorse delle nostre Forze dell’Ordine . I beni saranno, infatti, destinati ad esse (anche a quelle non “specializzate”) potenzialmente anche prima di un pronunciamento di un giudice, ancorché non definitivo. Insomma,  una fornitura coatta a costo zero , per di più in pesante spregio di alcuni principi costituzionali. Il principio di eguaglianza: perché colpire, con un’ insensata presunzione di reiterazione , soltanto alcuni reati escludendo una valutazione concreta dal parte di un giudice? Il principio di non colpevolezza: perché colpire il patrimonio di una persona  prima ancora di una condanna , ma anche soltanto a fronte di una non meglio precisata (tanto meno regolata) “analisi tecnica forense” ? Il principio del giusto processo: perché quanto appena detto può avvenire anche  senza contraddittorio e senza un provvedimento di un giudice ? Una legge scritta male e iniqua , ancora una volta in materia informatica dove la scarsa competenza di chi detta ed applica le regole è fatto ancora drammaticamente attuale.

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Sequestro Moncler: i veri problemi

7 novembre 2011 Nessun commento

Da qualche tempo, collaboro con Giornalettismo. Oggi, è stato messo online questo articolo che riporto sotto. La notizia si è propagata velocemente su Internet , già da tempo, ma vale la pena di riepilogarla velocemente. Il GIP del Tribunale di Padova, su richiesta della locale Procura , ha disposto il sequestro di quasi 500 siti i cui rispettivi domini richiamavano, in qualche modo, il marchio Moncler (la cui denuncia è all’origine di tutta la vicenda) assumendo un commercio illegale di capi di abbigliamento. Il maxi-sequestro – mediante inibizione all’accesso – dei siti “simil-Moncler” è stato, però, successivamente azzerato dal Tribunale per il riesame della città veneta su istanza di Assoprovider e AIIP, le due principali associazioni di provider italiani. Come ben sa l’ avv. Fulvio Sarzana di S. Ippolito , patrono delle due, io non ci avrei scommesso un solo centesimo. Ne abbiamo parlato prima, in periodo non sospetto. Mi sono sbagliato e ne sono felicissimo. E non appartengo alla schiera di coloro che, dopo, saltano sul carro dei vincitori al grido “l’avevo detto”! I motivi della mia perplessità Fulvio li conosce perfettamente, sono stati l’oggetto centrale della nostra pur breve discussione. E – nessuno me ne voglia – queste perplessità rimangono. Controcorrente, dico che censura e “provider-sceriffo” c’entrano ben poco. Sequestrare tutta quella messe di siti per il solo fatto che i rispetti nomi di dominio richiamavano il marchio Moncler senza ulteriori accertamenti (così conferma il Tribunale) credo non meriti commento, neppure a beneficio dei non giuristi. E’ aberrante per tutti, senza scendere in noiosi particolari da leguleio. Ma è quello, soltanto quello e lo possiamo definire in tanti modi, anche poco urbani. Di certo, nessuno ha voluto censurare come, del resto, ai provider è stato dato un ordine, non si è detto di vigilare. Invece, il problema vero che rimane malgrado questa vittoria (al momento, temo un po’ troppo debole per essere festeggiata) è, in fondo, sempre lo stesso: l’inadeguatezza della legislazione rispetto a rivoluzioni tecnologiche come Internet. Per limitarci a ciò che regola i sequestri, cioè il codice di procedura penale (del 1989), il legislatore “tecnologico” vi ha messo mano soltanto due volte: nel 1993 per introdurre e regolare le intercettazioni telematiche e nel 2008 per fissare qualche norma di tutela in caso di ispezioni, perquisizioni e sequestri informatici (la cui violazione, però, non comporta il venire meno di provvedimenti tanto invasivi). Il resto è stato di fatto delegato ad una Magistratura spesso impreparata sotto il profilo tecnico. Come visto qualche anno fa in relazione al sequestro del sito di The Pirate Bay dove la Cassazione ha “santificato” una specie di sequestro sconosciuta al codice fuori dei casi di pedopornografia e gambling online: quello, applicato anche questa volta, per “inibizione all’accesso” dei siti allocati su server all’estero al fine di renderli irraggiungibili agli utenti italiani. Questi sono i veri problemi cui dare al più presto una soluzione legislativa. Altrimenti, ci ritroveremo a dover combattere sequestro per sequestro scommettendo sulla singola impugnazione, senza alcun paletto giuridico in sede applicativa, senza la minima certezza del diritto.

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Sequestro Moncler: i veri problemi

L’ammazzaammazzablog

7 ottobre 2011 Nessun commento

Con Roberto Cassinelli ci conosciamo da anni. Abbiamo un carissimo amico in comune, è un Collega ed è stato Consigliere del mio CDO. Non ho avuto difficoltà ad ottenere un’intervista sul suo emendamento all’”ammazzablog” (il famoso comma 29 dell’art. 1 del ddl sulle intercettazioni). In una manciata di battute, chiarisce molte cose e – perdonatemi la presunzione – ha detto delle cose positive anche sulla mia interpretazione. Alessandro D’Amato di Giornalettismo è stato sempre molto attento al tema. Ne abbiamo discusso ed abbiamo deciso di realizzare questa cosa insieme, a “reti unificate”. QUI su Giornalettismo, qui sotto per il mio blog, appunto. Anzitutto, quello che credo interessi ai più: si può confidare nell’approvazione del suo emendamento? In quali tempi? L’emendamento in Commissione ha raccolto il sostegno di tutte le forze parlamentari, con l’esclusione dell’Italia dei valori. Pertanto, si può ragionevolmente pensare che in Assemblea non ci si discosti dal voto della Commissione. Quanto alla tempistica, credo che la prossima settimana potrebbe essere decisiva per il voto sul ddl intercettazioni. Alcuni ritengono –  ed io sono tra questi – che il testo originario, cioè quello facente riferimento generico ai “siti informatici”, non fosse applicabile, indistintamente, a tutte le realtà, ma soltanto alla “stampa” vera e propria, con tanto di registrazione, direttore, redazione, ecc. Ciò in considerazione della collocazione all’interno della l. 47/48 appunto sulla stampa. Cosa pensa di questa interpretazione? Che può essere condivisa, ma non è l’unica: ciò significa che il dettato normativo del ddl, così com’è, lascia spazio a troppi dubbi. Perché, dunque, ha inteso presentare l’emendamento? Per evitare interpretazioni giurisprudenziali di senso opposto a quella poc’anzi illustrata. Già in passato abbiamo potuto appurare che i giudici, quando si tratta di tratta di internet, si consentono un ampio margine di manovra. È un rischio che il mio emendamento vuole scongiurare. Sui media vi è molta confusione, anche relativamente al testo da Lei presentato, forse a causa di una Sua prima proposta formulata due anni fa e decisamente più gravosa rispetto a quella odierna. Può spiegarci gli effetti pratici della Sua nuova ipotesi di modifica? L’obbligo di rettifica on-line varrà solo ed esclusivamente per le testate giornalistiche registrate. Tutti gli altri siti internet non dovranno preoccuparsene. E’ noto a tutti i caso di Carlo Ruta, lo storico siciliano condannato, anche in appello, per stampa clandestina in relazione al suo blog. Vi è il pericolo che altri siti possano essere riconosciutistampa, pur senza essere registrati, e sottoposti alla disciplina della rettifica con le conseguenze di legge? Tempo fa proposi di modificare la legge sulla stampa al fine di chiarire definitivamente che solo i siti delle testate giornalistiche, o i veri e propri quotidiani on-line, debbono essere considerati stampa e quindi registrati presso il Tribunale. La mia proposta di legge giace nel 2008 presso la Commissione cultura della Camera, senza che sia ancora stata esaminata. La sentenza del Tribunale di Modica, alla quale la domanda fa riferimento, dimostra che il problema esiste e va affrontato. C’è da dire pure, però, che il noto caso di Carlo Ruta è finora l’unico in un’Italia che conta un enorme numero di siti web gestiti amatorialmente.

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L’ammazzaammazzablog

Anche Wikipedia sciopera

5 ottobre 2011 Nessun commento

Wikipedia è un’enciclopedia multilingue collaborativa, online e gratuita, nata con il progetto omonimo intrapreso da Wikimedia Foundation, una organizzazione non a scopo di lucro statunitense. In queste ore, però, il sito si è autosospeso perché “oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni”. Quello che preoccupa Wikipedia (e non solo) è soprattutto (…) – News / Apertura

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Anche Wikipedia sciopera

Play it again, Levi – 3 anni dopo

28 settembre 2011 Nessun commento

Io non credo che il ddl intercettazioni contenga norme ammazzablog, la mia posizione è nota. Però, non ho alcuna difficoltà a segnalare l’iniziativa di Agorà Digitale alla quale auguro la più grande fortuna. L’Associazione presieduta da Marco Cappato ha organizzato una   raccolta firme telematica per cercare di “disinnescare” certe regole che assumono come liberticide. Si segnala anche l’ elenco dei parlamentari che hanno proposto emendamenti alla norma. C’è pure il mitico Ricardo Franco Levi… amarcord … QUI gli emendamenti proposti.  Ecco quello proposto dal nostro, insieme ad altri Al comma 29, lettera a), capoverso, secondo periodo, sostituire le parole: , ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica con le seguenti: che recano giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5. Conseguentemente, al medesimo comma: lettera d), sostituire, ovunque ricorrano, le parole: , ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica con le seguenti: che recano giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5; lettera e), capoverso, sostituire le parole: , ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica con le seguenti: riconducibili a giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5. 1. 910. Zaccaria, Giulietti, Levi, Corsini, Colombo, Pollastrini, Concia, Laganà Fortugno, De Biasi. P.S.: Secondo me, è un buon emendamento.

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Play it again, Levi – 3 anni dopo