CRITERI DI DETERMINAZIONE PER IL COMPENSO DELLA CTU IN MATERIA CONTABILE

La Suprema Corte di Cassazione con ordinanza n. 19156 del 23.06.2017, avente ad oggetto il ricorso avverso il decreto di liquidazione del compenso del CTU, nell’ambito di una procedura esecutiva mobiliare, ha cassato il provvedimento impugnato confermando il seguente principio:  “Questa Corte ha già statuito che nel sistema di cui al D.P.R. n. 115/02 ed ai sensi dell’art. 2 delle tabelle allegate al d.m. 30 maggio 2002, al consulente tecnico in materia contabile spetta un onorario a percentuale calcolato per scaglioni con riguardo al valore della controversia; mentre, soltanto ove non sia possibile determinare il valore della controversia, si applica il criterio residuale, di cui all’art. 1 delle medesime tabelle, di commisurare l’onorario al tempo necessario per lo svolgimento dell’incarico (Cass. Civ. n. 20116 del 2 settembre 2013)

La Corte, nel giudizio patrocinato dall’avv. Gianluca Casertano, ha rilevato che il Giudice, nel giudizio di merito si è discostato da tale principio, visto che la controversia aveva un valore di € 606.01, ed invece di calcolare l’onorario del consulente a percentuale in base al predetto importo, tenendo conto del primo scaglione di cui all’art. 2 del d.m. 30 maggio 2002, fino ad € 5.164,57, con salvezza in ogni caso di un compenso non inferiore ad € 145,12, ha calcolato il compenso applicando lo scaglione di valore maggiore previsto dall’art. 2, che contempla una forbice oscillante tra 258.228,46 ad € 516.456,90.

Il Giudice dell’opposizione, infatti, avrebbe errato a confermare la liquidazione svincolata dal valore della controversia, non essendo sufficiente a consentire una deroga a tale criterio, la circostanza secondo la quale l’incarico peritale aveva richiesto l’esame e lo studio di numerosa documentazione bancaria.

Sulla scorta di quanto innanzi l’ordinanza impugnata è stata cassata e la causa è stata rimessa per la decisione ad altro magistrato dello stesso Tribunale.

Ordinanza N. 19156-17

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