Clienti tartassati dalle banche? Oggi i rimborsi sono possibili.

Clienti tartassati dalle banche?

Oggi i rimborsi sono possibili

 


Ottenere rimborsi dalle banche “si può’: parafrasando il famoso brano di Giorgio Gaber. Ma stavolta “si può” davvero. Negli ultimi anni i giudici hanno posto un freno allo strapotere degli istituti di credito nelle principali forme di con­ trattazione, fra cui conti correnti, fideiussioni ed operazioni finanziarie. Perciò tenteremo di gettare uno sguardo sommario sulla patologia dei rapporti quotidiani con le banche con l’aiuto dell’avvocato Gianluca Casertano dello Studio Legale Associato Casertano – studio familiare, costituito dal capostipite avv. Gabriele e poi proseguito dagli avvocati Elsa ,Rosina, Francesco, Stefano e Gianluca Casertano e operante sul territorio da oltre 50 anni, cassazionista del foro di S. Maria Capua Vetere il quale da anni tratta con grande impegno e professionalità la materia bancaria e finanziaria. Gli estratti conto ed i contratti di conto corrente spesso nascondono la possibilità della restituzione di notevoli somme ingiustamente addebitate dalla banca oppure della drastica riduzione del debito (saldo debitore).

Dal 1999 la Corte di Cassazione vieta l'”anatocismo”: ossia l’addebito periodico di interessi su interessi. L’inversione di rotta della Corte di Cassazione in direzione dell’illegittimità di questa pratica, dopo circa venti anni solidamente a favore delle banche, ha sollecitato l’attenzione dei correntisti all’analisi del rapporto, per accertare eventuali (ci sono quasi sempre) illegittimi addebiti in conto corrente non solo per “anatocismo” ma anche per tante altre voci, quali interessi superiori a quelli legali non pattuiti per iscritto (come spesso accade nei rapporti risalenti), “commissioni di massimo scoperto” ed ogni altro genere di commissione e di spesa se non rispettose delle condizioni fissate dalla legge e dalla giurisprudenza, interessi usurari, ossia superiori alla soglia periodicamente fissata dalla legge, e variazioni peggiorative (in corso di rapporto) dei tassi debitori senza autorizzazione del cliente. Tutto ciò sia con riguardo a rapporti in corso, sia con riguardo a rapporti chiusi.

Premesso che è sempre necessaria la preliminare disamina della vicenda da parte di un avvocato esperto, la compattezza e la notorietà degli orientamenti dei giudici in materia fanno sì che spesso gli istituti chiamati in giudizio spesso preferiscano concludere la vicenda in pochi mesi dall’intervento del legale del cliente correntista, con restituzione immediata di somme in via conciliativa, risparmiando i costi del processo e soprattutto la ‘scomoda’ pubblicità delle sentenze.

Anche i garanti possono reagire (ad es. anziani genitori dei debitori ed altri parenti ignari) che più o meno consapevolmente hanno firmato fideiussioni a favore di incauti correntisti. Quando la banca decide di recuperare una

 

somma e bussa anche alla loro porta, per la prima volta scoprono di dovere delle cifre esorbitanti. Anch’essi – prosegue l’avvocato Casertano – possono e devono chiedere all’avvocato (e poi al giudice) il controllo della correttezza degli addebiti in conto corrente ed anche sulla validità della garanzia prestata, quando ad esempio lo sviluppo del debito principale sia stato “imprevedibile” ed essi non ne siano stati informati in mala fede dalla banca.

Diverso è lo scenario delle operazioni finanziarie compiute da chi ha creduto che la banca fosse il proprio consulente, dimenticando che si tratta solo di un commerciante … di denaro, che deve vendere. Vi sono operazioni finanziarie ‘pure’ – quelle che hanno, quale oggetto chiaro e diretto, obbligazioni, azioni o fondi comuni di investimento – ed operazioni finanziarie ‘occulte’ (di cui la stampa parla meno), come quelle che hanno per oggetto polizze assicurative con o senza il tramite delle banche, il cui rendimento è ‘promesso’ con espressioni seducenti del tipo “salvadanaio’, “piano previdenziale” ecc..

Il risultato frequente è – quanto alle prime – la sorpresa dopo anni di un’crack’ (es. Cirio, Argentina, Lehman Brothers, Parmalat) e – quanto alle seconde, ossia polizze ed affini – il vincolo di un capitale per anni (o l’obbligo di pagare le rate di premio) in vista di un risultato fallimentare che si presenta come: restituzione del solo capitale o di una somma minore del capitale o… quasi niente. In entrambi i casi – continua l’avvocato Gianluca Casertano – i giudici puniscono sia la banca che ha indotto a sottoscrivere un contratto incompleto (dunque strutturalmente invalido) sia la banca che non ha fornito un’attenta informazione preventiva su ciò che il cliente stava per sottoscrivere prima che lo sottoscrivesse, inducendolo a firmare. Anche in questo caso, dato il crescente numero di condanne delle banche, esse spesso sono indotte ad un’offerta conciliativa, per evitare spese di causa e soprattutto una cattiva ‘pubblicità’.

In sostanza, quando il cliente si accorge che l’operazione sortisce esito negativo – ossia perdite ‘sospette’ – deve subito rivolgersi ad un legale, che esaminerà soprattutto la documentazione sottoscritta ed il tipo di informazione preventiva fornita al cliente.

(Via Don Bosco n. 19 – 81100 – Caserta – tel: 0823/442434 pbx – 0823/212867 – fax: 0823/442438

Via Pietro Colletta n. 12 – 80139 – Napoli – tel: 081/5630231 pbx – 081/283597 – fax: 081/5636612

Via Panama n. 74 – 00198 – Roma – tel: 06/8541439 – fax: 06/8552166

email: casertano.avvocati@gmail.com)

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