Fermo amministrativo di veicolo da parte di Equitalia la procedura e la eventuale opposizione

Dopo che la legge ha stabilito l’impignorabilità da parte di Equitalia della prima casa, la procedura del fermo amministrativo di veicolo registrato è la più utilizzata per ottenere il pagamento coattivo delle cartelle esattoriali. Se una cartella esattoriale diviene definitiva per mancata opposizione, ovvero in caso di rigetto del ricorso, Equitalia può intraprendere la strada del fermo amministrativo. In tal caso Equitalia dovrà inviare al debitore con raccomandata un preavviso di fermo amministrativo in cui dovrà essere specificato la natura del debito, l’importo dovuto e l’anno di riferimento, il numero della cartella esattoriale e la prova della sua notifica ed il veicolo che si intende sottoporre a fermo. Entro venti giorni dal preavviso, il debitore potrà saldare il suo debito, pagando anche gli interessi di mora e le spese sostenute per l’iscrizione a ruolo, altrimenti, trascorsi 30 giorni dal preavviso, Equitalia potrà procedere al fermo amministrativo. In base a quanto stabilito dal decreto del fare del 2013, se il veicolo che Equitalia vuole sottoporre a fermo è strumentale all’attività lavorativa del proprietario, allora è possibile  ottenerne l’annullamento, in quanto non consentirebbe al contribuente di svolgere il proprio lavoro in modo adeguato con conseguente rallentamento della attività, perdita della clientela, ecc. La dimostrazione dell’utilizzo strumentale del veicolo può avvenire attraverso prove documentali che dimostrino il legame tra il bene e l’azienda/professione, quindi: copia della fattura di acquisto del mezzo, libro contabile, registro dei beni ammortizzabili (o registro degli acquisti) ove sia riscontrabile la presenza del veicolo quale ammortizzabile (o già ammortizzato). Il contribuente che voglia ottenere l’annullamento del fermo imposto sul bene strumentale deve recarsi entro e non oltre trenta giorni dalla notifica del preavviso di fermo presso i locali dell’Agente di riscossione dimostrando che il bene è strumentale all`attività imprenditoriale o professionale. In particolare, egli deve presentare un’istanza di annullamento indicante le effettive esigenze operative del mezzo, corredata dalle prove documentali che attestino la strumentalità di quest’ultimo.

Relativamente al Giudice competente a decidere sulla eventuale opposizione al fermo amministrativo, la giurisdizione deve essere suddivisa tra giudice ordinario e tributario in base alla natura del credito azionato con la conseguenza che, ove venga opposta una misura cautelare relativa ad una sanzione per violazione del Codice della Strada, l’opposizione andrà presentata dinanzi al giudice ordinario, attesa la natura extratributaria del credito azionato, mentre nel caso di cartelle scaturenti da tributi come ad esempio Tarsu, bolli auto o dichiarazioni Irpef, l’opposizione va presentata dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale competente. Infine si evidenzia che chi viene sorpreso a circolare con un veicolo sottoposto a fermo amministrativo rischia una multa compresa tra € 714 e € 2.859, oltre alla confisca del mezzo. Inoltre, se il debitore persiste a non pagare, l’ente concessionario della riscossione potrà agire forzatamente per la vendita del veicolo, che in ogni caso resterà bloccato con gli stessi effetti di divieto alla circolazione e radiazione.

Avv. Marzio Baratti

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