Impignorabilità della prima casa anche dalle banche grazie sentenza della corte europea.

In data 26 febbraio 2009, una signora di cittadinanza slovacca concludeva con una finanziaria un contratto di credito al consumo per la somma di 10.000 euro A garanzia del prestito, veniva costituita un’ipoteca sulla casa della ricorrente.
Quest’ultima, una volta compreso che il contratto dal lei sottoscritto conteneva delle clausole illegittime, presentava ricorso avanti al Tribunale del suo Paese per chiedere l’annullamento del contratto di finanziamento e anche di quello che vincolava la casa in caso di mancato pagamento, adducendo, appunto, il carattere abusivo delle clausole contrattuali stipulate con tale impresa.
Con sentenza di primo grado, il Giudice annullava in parte il contratto di finanziamento. accertando e dichiarando che alcune clausole contrattuali erano abusive, e annullava integralmente il contratto costitutivo dell’ipoteca.
In secondo grado il Giudice d’Appello che doveva effettuare la verifica sulle stesse in quanto valutate se potevano essere considerate abusive ai sensi di quanto disposto nella direttiva CE 1993/13, decise che la soluzione del procedimento dipendeva dall’interpretazione del diritto dell’Unione Europea.
Secondo quanto chiarificato da tale organo,il Giudice, in nome del principio secondo cui il diritto di abitazione è intangibile, può bloccare provvisoriamente la Banca o la Finanziaria che metta all’asta la casa se nel contratto sono presenti clausole abusive, ovvero tutte quelle clausole vietate dalle direttive summenzionate che impongono oneri particolarmente vincolanti a carico del consumatore e che la Banca o la Finanziaria hanno comunque fatto firmare al cliente per trarne vantaggio.
La vendita forzata dell’immobile può, quindi, essere immediatamente fermata, rendendo nulle tutte le procedure di vendita intervenute per effetto di ipoteca; ciò perché il diritto all’abitazione è intangibile in base alla normativa europea.
Si tratta di un principio che vale non solo per la “prima casa” ma anche per tutti gli immobili adibiti ad abitazione.
Sul punto, peraltro, l’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, brilla per la sua chiarezza ed importanza: “ogni persona i cui diritti e le cui libertà garantiti dal diritto dell’Unione siano stati violati ha diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice […]” abusive ai sensi di quanto disposto nella direttiva CE 1993/13, quest’ultimo decise che la soluzione del procedimento dipendeva dall’interpretazione del diritto dell’Unione Europea.
Per ulteriori informazioni e/o consulenza al fine di chiedere il rispetto di quanto sancito dalla norma contattare la sottoscritta ai recapiti sotto indicati.

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2 Commenti

  1. Alessandro marzo 2015
  2. Avv bozzetti deborah marzo 2015

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