L’amministratore di società che non chiede il compenso rischia di perderlo

In questo senso si è espresso recentemente il Tribunale di Roma (Sez. Specializzata in materia di impresa, sentenza del 4.05.2016, Giudice Rel. Bernardo) stabilendo che, non avere richiesto per un lungo periodo (ben 16 anni) il compenso per le attività di amministratore svolte, ha comportato per l’amministratore la rinuncia tacita a detti compensi.

In particolare, il Tribunale, nel caso di specie, ha ritenuto significativi al fine di decretare l’inequivocità della rinuncia:

– il fatto che lo Statuto della società prevedesse la possibilità per l’assemblea di deliberare un compenso in favore dell’amministratore;

– il fatto che l’assemblea per un così lungo periodo (16 anni) non abbia mai deliberato di attribuire un compenso all’amministratore;

– il fatto che l’amministratore non abbia mai richiesto che l’assemblea deliberasse in merito all’assegnazione in suo favore del compenso da amministratore.

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