OSTRUZIONISMO O INERZIA DELLA BANCA AL DIRITTO DEL CORRENTISTA DI RICHIEDERE LA DOCUMENTAZIONE INERENTE I PROPRI RAPPORTI DI CONTO CORRENTE? ANCHE QUESTO INCONVENIENTE PUÒ RISOLVERSI IN SEDE GIUDIZIARIA MEDIANTE ORDINE DEL MAGISTRATO.

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con ordinanza del 19.07.2016, emessa all’esito di un giudizio introdotto ex art. 702 bis c.p.c., avente ad oggetto la domanda per la consegna ai sensi dell’art. 119 T.U.B. di copia della documentazione concernente i rapporti bancari di c/c nonché della documentazione concernente i conti connessi (conti anticipi, deposito e quanto altro), ha accolto la domanda di un correntista, condannando la Banca al rilascio di copia della documentazione inerente le singole operazioni di c/c poste in essere negli ultimi dieci.

Si legge nell’ordinanza: “il diritto in questione si estende altresì alla documentazione a fondamento delle operazioni (ad esempio, il contratto) se e nella misura in cui per quelle operazioni sussiste il diritto alla consegna, atteso che, da un lato, trattasi della documentazione che “giustifica” le operazioni e, dall’altro lato, il diritto alla consegna della documentazione relativa alle operazioni implica inevitabilmente anche il diritto a conseguire la documentazione a fondamento di quelle operazioni al fine di comprensione delle medesime; conseguentemente, per i rapporti iniziati in data antecedente di dieci anni alla domanda (e, quindi, in data antecedente al termine per il quale sussiste il diritto alla consegna ai sensi dell’art. 119 T.U.B.) la consegna può investire la documentazione “base” solo se e nella misura in cui costituisca il presupposto giustificativo di operazioni di cui sia provato il verificarsi nel termine di legge; non appare invocabile in senso contrario il pacifico orientamento della giurisprudenza di legittimità in punto di onere di conservazione degli estratti anche, eventualmente, per un periodo superiore a quello decennale, atteso che, nel caso di specie, non viene in discussione il profilo della prova del credito da parte dell’istituto bancario (ciò che giustifica a ben vedere l’onere suddetto), quanto il profilo della conservazione e consegna”.

Unitamente al diritto del correntista di vedersi consegnata la documentazione richiesta, il Giudice ha ritenuto sussistenti i presupposti per l’adozione del provvedimento di cui all’art. 614 bis c.p.c. per l’ipotesi di mancato adempimento dell’obbligazione di consegna. Al fine di coordinare le diverse esigenze delle parti, quali l’adozione del provvedimento di coercizione indiretta con il tempo occorrente per il reperimento della documentazione, ha determinato la penale in € 50.00 per ogni giorno di ritardo, con decorrenza dell’obbligo di pagamento dalla scadenza del termine di 30 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza alla parte convenuta.

La Banca, qualora nel termine stabilito, avesse comunicato con apposito atto sottoscritto espressamente dal soggetto responsabile della tenuta dei rapporti che i contratti non erano stati redatti per iscritto e/o la documentazione non era stata conservata e/o non esisteva ulteriore documentazione rispetto a quella consegnata nulla avrebbe dovuto versare.

La convenuta Banca veniva, altresì, condannata al pagamento delle spese e competenze processuali in base al disposto di cui all’art. 91 c.p.c..

E’ inutile dire che alcuna comunicazione è pervenuta dalla Banca ed il correntista ha visto soddisfatto il proprio diritto di consegna della documentazione ben oltre il termine di 30 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza con contestuale versamento di una cospicua somma a titolo di penale ex art. 614 bis c.p.c. maturata a causa del ritardo nell’adempimento.

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