Astensione avvocati penalisti 8, 9 10 maggio 2019

È da tempo che la maggior parte dei Penalisti Italiani segnala l’incoerenza, l’inidoneità e l’illegittimità costituzionale delle riforme promosse attualmente dal Parlamento affinché l’opinione pubblica venga realmente a conoscenza delle conseguenze dell’attuale politica giustizialista caratterizzata da un forte atteggiamento populista. Pertanto l’Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI) si sta impegnando affinché si torni ai principi del giusto processo e del diritto penale liberale.

L’iniziativa dell’UCPI comporterà l’astensione dalle udienze e dalle altre attività giudiziarie, solo nel settore penale, nei giorni 8, 9, 10 maggio 2019 ad esclusione dei processi con imputati detenuti in custodia cautelare. Ciò avverrà come risposta democratica/liberale alle riforme che, al contrario, hanno un evidente tenore populista e giustizialista. Inoltre verrà convocata una conferenza stampa a Roma, nella giornata dell’8 maggio, per indicare puntualmente le ragioni di tale protesta e le critiche mosse alle recenti leggi.

Le attuali riforme che hanno scosso la maggior parte dei Penalisti italiani sono le seguenti: eliminazione del rito abbreviato per i reati di ergastolo, la nuova disciplina della legittima difesa, il c.d. “decreto sicurezza”, le condizioni dei carceri italiani, la legge c.d.” spazza corrotti” e l’abolizione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado.

In sintesi vediamo le critiche mosse dall’UCPI per ciascuna di tali riforme.

  1. In merito alla inapplicabilità del rito abbreviato per i reati per cui è prevista la pena dell’ergastolo, l’UCPI ha sostenuto che tale riforma è contraria al principio costituzionale della finalità rieducativa della pena di cui all’art. 27 Costituzione. Inoltre la maggior parte di Avvocati, Magistrati e Giuristi Italiani sottolineano che ciò comporterà un impatto negativo rispetto alla durata dei processi e alle funzioni delle Corti di Assise, in quanto verranno inondate da un carico di processi complessi così insostenibile da bloccare le attività delle stesse. Oltre a ciò tale riforma sembra essere in contrasto con l’attuale iniziativa governativa, che ritiene irragionevole la durata dei processi italiani e pertanto si sta muovendo per ridurre tale problematica tanto da cercare di adottare nuove misure riguardanti il rito abbreviato affinché venga garantita una maggiore efficienza ed operatività del sistema giudiziario italiano.
  2. Per quanto riguarda la riforma della legittima difesa, le critiche maggiori riguardano da un lato la scarsa portata innovativa in concreto, in quanto nella applicazione pratica dell’esimente in questione nelle aule di giustizia spetta comunque sempre al Giudice la valutazione discrezionale circa sussistenza dei requisiti per la sua applicabilità nel caso specifico, requisiti peraltro privi di una valenza oggettiva, dall’altro lato tale riforma potrebbe avere l’effetto di potenziare attentati alla sicurezza sociale sia da parte dell’aggressore che in via preventiva potrebbe armarsi maggiormente per fronteggiare più possibili reazioni da parte della vittima, sia da parte della vittima stessa che percepirebbe una possibile area di impunità e potrebbe essere indotta ad una reazione più violenta.
  3. Riguardo al c.d. “decreto sicurezza” è noto che esso abbia aumentato casi di individui che sono costretti a vivere in modo irregolare poiché sono state apportate delle restrizioni alla procedura di protezione umanitaria. Inoltre le condizioni dei centri di permanenza stanno diventando sempre più tragiche in quanto i singoli individui vengono trattenuti a lungo per accertare la loro identità e per attuare le procedure di rimpatrio.
  4. Grave è la situazione del carcere: a causa della non approvazione della riforma sull’ordinamento penitenziario si è formato un sovraffollamento dei detenuti e, al contempo, essendosi ridotto l’utilizzo delle misure alternative al carcere, ne consegue che vengono lesi i loro diritti basilari comportando, quindi, una difficoltà di reinserimento e risocializzazione della persona una volta scontata la pena.
  5. La legge c.d. “spazza corrotti”, che prevede un aumento delle pene, sta comportando notevoli complicazioni nella fase esecutiva delle stesse. La mancanza di una norma intertemporale comporta l’applicazione della pena detentiva anche quando la normativa dell’epoca, in cui è stato commesso il fatto, prevedeva la possibilità di applicare misure alternative al carcere.

Dott.ssa Fabiola Fioriniavvocati

 

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